DARIO GUIDOLIN

Dario Guidolin nasce a Milano il 01/07/1954, attualmente abita a Galliera Veneta. Da sempre appassionato di auto il suo primo acquisto fu una Fiat 600 con motore 850 Abarth, con cui si divertiva a battagliare con gli amici che possedevano auto ben più potenti. A 22 anni decide di acquistare una Triumph Spitfire, una spider, tipologia di auto che tuttora emozionano Dario. Dopo il matrimonio con Donatella decide di terminare con la passione automobilistica e di conseguenza vende anche la spider. Ma non aveva tenuto conto di Flavio Scapin, il quale gli piomba in casa e davanti alla sua fresca sposa gli dice di avergli acquistato una Lancia Fulvia (Fulvietta per Dario) e di averli iscritti entrambi ad una gara di regolarità che si sarebbe tenuta la domenica. Purtroppo una notte l’adorata Fulvia di Dario andò a fuoco, rimase senza auto ma, cosa ben peggiore, perse anche il suo grande amico Flavio, che rimarrà per sempre nel suo cuore.

Cercò di abbandonare definitivamente il mondo delle auto e assieme agli amici del periodo acquistò sei quad, ma le botte che prendevano erano troppe andando sempre per terra. Vendete tutto e ritornò all’amore di sempre. Acquisto un’altra Fulvia e comincio a partecipare alle prime gare, dapprima con la versione originale per poi, dopo varie preparazioni, farla diventare una Gruppo 4.

Nel 2011 partecipa al Bassano Storico e vinse la sua classe. Sempre in quell’anno al Valsugana Storico si piazza terzo nel sesto raggruppamento.

Nel 2012 partecipa alla Pedavena – Croce D’aune ed ottiene un terzo posto di classe.

Nel 2013 si dedica alle salite, con Nevegal, secondo di classe, Pedavena – Croce D’aune primo di classe, conquistando la vittoria sotto la pioggia battente e lasciando dietro di se piloti ben più blasonati e auto di classi superiori.

Queste invece le parole di Dario per il suo 2014 agonistico: “Tra un pò ci sarà il Montegrappa Legend a cui parteciperò seguito sicuramente da qualche altra gara di regolarità assieme al Nevegal e alla Pedavena – Croce D’Aune. Mi diverto sempre molto a guidare la mia Fulvietta, cosciente dei rischi che incorrerei osando troppo con lei, ma non ne varrebbe la pena, tanto vinco lo stesso! Grazie ad Emanuel e Andrea e a tutti coloro che mi sostengono”.