MATTIA CATTAPAN

Mattia nasce il 26 dicembre 1990 e abita a San Martino di Lupari (PD). Sin da piccolo mostra la personalità che tuttora lo contraddistingue: è vivace, vispo, altruista, brillante e capace di adattarsi ad ogni situazione.

Inizia correndo in bici e facendo gimkane con l’associazione ciclistica del paese di Tombolo, arrivando ad ottenere il 2° posto in una manifestazione a Carmignano di Brenta nel luglio del 1998. Sin da bambino chiedeva già di passare dalla sella della bicicletta alla sella della moto.

La passione della moto, insieme a quella per il lavoro (lavora infatti nella ditta di famiglia che si occupa di lavorazione del ferro), gli viene trasmessa dal papà Daniele e successivamente alimentata dall’apertura di un’officina meccanica per moto proprio davanti a casa.

All’età di 8 anni gli viene regalata la prima moto: un Grizly Malaguti 50. Mattia non vedeva l’ora che arrivassero il sabato e la domenica per andare in una pista vicina a casa con suo papà per imparare il prima possibile ad andare in moto.
Crescendo, Mattia cambia moto (Kawasaki 80, 125 Honda) e trascorre pomeriggi interi in compagnia di un gruppo di amici ad elaborare scooter, moto e qualsiasi mezzo a motore. La scuola non è mai stato il suo primo interesse, perché l’obiettivo era andare a lavorare nella ditta del papà per poter accumulare soldi abbastanza per comprarsi la moto dei sogni.

Finalmente arriva l’età per poter prendere la patente della moto. Ma un virus al midollo osseo costringe Mattia a un lungo ricovero ospedaliero, rimanendo temporaneamente paralizzato dalla vita in giù e quindi obbligato all’uso di una carrozzina.
Ristabilita la situazione clinica, Mattia persevera per raggiungere il proprio scopo, riesce a prendere la patente e con il primo stipendio compra la sua prima moto da enduro: un KTM 125.

Da questo momento, Mattia inizia ad affiancarsi a un gruppo di amici, “i Guaderos”, con cui nel weekend si allena nelle mulattiere dell’Altipiano di Asiago.
La passione cresce e a 18 anni può comprare un KTM 450 e così iscriversi al campionato del Triveneto a livello amatoriale. Partecipando alle gare del campionato ottiene buoni risultati, fino ad arrivare nel 2012 a classificarsi 3° all’Attimis ECC nella categoria Beginners.

Questo risultato lo sprona a fare il salto di qualità. Mattia è motivato a fare meglio, comincia ad allenarsi anche in settimana e più seriamente per poter essere più competitivo nel campionato successivo.

Il 3 marzo 2013 partecipa a una gara a coppie di enduro country a Sacile (PN). In seguito a una brusca caduta, si instaura da subito una lesione midollare e da quel giorno Mattia è definitivamente in carrozzina.

Durante il ricovero ospedaliero durato quasi un anno, gli sono stati proposti diversi sport in carrozzina. Mattia ha provato lo sci, il tennis, il ping pong, il basket. Ma questi sport non gli danno quel brivido di adrenalina che Mattia cerca.

In questi anni non si è mai fermato e ha cercato in tutti i modi di tornare a fare quello che gli piace e che gli dà vita. Così, ha provato in carrozzina la guida del buggy e del kart, il downhill e, grazie a Daboot Freestyle, il wheelchair freestyle e la guida della motoslitta. Da quando è in carrozzina Mattia ha capito che i limiti sono solo costruzioni della nostra testa. Il suo spirito non è cambiato, è un vulcano di idee alla ricerca di sostegno per vivere la propria passione.

Nel 2017 il progetto di Mattia prende forma grazie a chi ha sempre creduto in lui, appoggiandolo e supportandolo: la sua Famiglia, Daboot Freestyle, Alpinestar e Sport e Comunicazione. Conoscendo la possibilità di poter tornare in moto, tuttavia Mattia decide di fare il proprio debutto nel mondo delle automobili reputandolo un giusto compromesso fra sicurezza e divertimento.

Mattia tornerà in pista in un campionato di sette gare di autocross a Gonares (UD), con una Punto 1200 con l’Associazione Pilota Terra.
Spera vivamente che questa avventura possa essere da stimolo per chi, come lui, si trova la vita cambiata ma ancora possibile grazie a una forte e travolgente passione unita a costanza e caparbietà, perché “il mondo è diverso se lo vedi di traverso”!/  In Paese mi dicevano “va pian con la bici”, “va pian con lo scooter”, “vai piano con la moto”, “vai piano con la macchina”, “vai piano con il camion”, “va pian in carosea”

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